Ricomincia la stagione e dove, se non in casa dei Campioni d’Italia della Lube, freschi di scudetto e Coppia Italia? Come abbiamo già scritto in un precedente articolo di presentazione, si ricomincia con la Supercoppa Italiana, formulata in un minitorneo che coinvolge le 4 migliori squadre del campionato scorso, che han dato vita alle semifinali playoff scudetto e alla final four di Coppa Italia.

Per la cronaca ha vinto Perugia dopo aver letteralmente dominato le sue due gare: la semifinale con Trento e la finale con Civitanova Marche. E Modena?

Già, Modena.

La nostra compagine ha dimostrato che ha, in seno a sè, tutti i numeri per regalarci una prima stagione di questo nuovo ciclo realisticamente soddisfacente, sicuramente può fare molto meglio della stagione appena passata ma questo week-end ha palesemente dimostrato sul campo che la squadra ha ancora molto bisogno di lavorare, sia a livello di squadra, sia a livello di tecnica individuale, soprattutto per alcuni elementi che le scorse stagioni militavano in sodalizi non di primo piano. Indiscutibile l’intesa ritrovata dalla nostra mitica coppia, Bruno-Ngapeth, ma il mister dovrà lavorare molto sul carattere e la tenuta di squadra, elementi già molto visibili nel corso della seconda gara, anche se l’avversario, Trento, ha più o meno, i nostri stessi problemi e in una partita che, a livello motivazionale, aveva poco da offrire, trattandosi di poco più di un’amichevole.

Ma analizziamo le nostre due gare.

La semifinale si può paragonare, a larghi tratti, ad una tattica molto usata nella seconda guerra mondiale sul fronte orientale, ovvero in un contesto di guerra di movimento si lascia avanzare l’avversario mentre ai suoi lati avanzano in direzione opposta le retrovie del proprio esercito per completare un accerchiamento, chiudere i nemici in una sacca e annientarli.

Il primo set ha illuso molto i supporter gialloblu: la tattica di Civitanova è stata quella di studiare l’avversario e lasciarlo sfogare ma Modena ha comunque offerto una buona pallavolo in questo parziale e ha portato a casa un set con un punteggio che non è solo frutto dell’attendismo di Civitanova (non si chiude a -9 solo per studio), ma anche di buona carica agonistica ed entusiasmo individuale per farsi ben notare davanti ai nuovi Campioni.

Il secondo set era cominciato con un sostanziale equilibrio ma qui poi Civitanova ha cominciato a giocare seriamente e, complice anche un primo set giocato con l’acceleratore premuto, Modena non ha retto il colpo e ha ceduto di schianto: in alcuni momenti dava l’impressione di poter recuperare ma un Sokolov in stato di grazia ci ha letteralmente tagliate le gambe. Il set finisce come il primo ma a parti invertite: 19-25 1-1: tutto da rifare.

Gli ultimi due sets hanno evidenziato la corretta distanza, ad inizio stagione, di una squadra Campione, rodata, esperta del suo gioco e con elementi chiave già in sintonia e un’altra proveniente da una stagione piuttosto deludente, appena rifatta, che deve riaprire un ciclo e deve ancora lavorare molto per essere una squadra. A vedere i punteggi, abbastanza ravvicinati, si capisce bene che l’unica cosa che fa la differenza è la tenuta di campo e l’esperienza. Modena ha perso 3-1 ma sostanzialmente non ha deluso: nel terzo c’è stato qualche errore tecnico di squadra e anche del mister (per noi tifosi rimane incomprensibile chiamare un time-out sul 16-12) ma pensiamo che faccia tutto esperienza per il prosieguo della stagione.

Il giorno dopo si è giocata la finalina per il 3° posto: una novità normativa, già presente nella scorsa edizione, che serve per dare un quadro completo per lo spettacolo ma che sportivamente ha ben poco da offrire. Modena comincia con piglio e si aggiudica, senza troppa fatica il primo set con Trento che dimostra di non aver ancora pienamente digerita la debacle con Perugia. Il secondo set ha evidenziato alcuni momenti di mancanza di carattere, comunque ben dimostrato nel finale e riuscire ad aggiudicarselo ai vantaggi. Il terzo si è dimostrato più equilibrato ma Trento ha sbagliato meno; unico elemento che ha portato alla vittoria di questo parziale da parte dei trentini.

Da notare che Modena era sul 2-0: su questo punto vorremmo che la squadra lavorasse davvero molto sul piano caratteriale. Modena non è nuova a perdere partite al tie-break partendo dal 2-0 di vantaggio (quante deludenti sconfitte negli anni passati, proprio in questo modo).

Come detto il terzo set è stato un tributo pagato di più alla fatica e alla scarsa precisione in alcuni fondamentali piuttosto che un merito dei trentini. E’ stato perso quindi più per stanchezza e sfortuna che per altro.

Il quarto set è uno di quelli che, se la partita avesse avuto in palio qualcosa, sarebbe stato ricordato per esempio di caparbietà, determinazione, voglia di lottare e voglia di essere vivi in campo. Un set combattuto punto a punto, da due squadre ormai un po’ cotte, ma con una tenacia degna da finale olimpica, con agonismo e voglia di vincere: un bellissimo set che per Modena significava vincere la partita e per Trento tie-break. L’ha spuntata Modena, 32-30 sfruttando l’unico match-point avuto in mano dopo ben 5 set-points dei trentini.. se non è rabbia questa! Bravi ragazzi!

Si riapre la stagione agonistica e ricomincia tutto così come era finita la stagione scorsa. Modena è una squadra ben costruita, sulla carta sembra pronta a vincere ma è una squadra sostanzialmente nuova con parecchi meccanismi ancora da rodare. Come ha dichiarato anche il mister, in sede di bilancio, siamo una squadra che si deve affiatare, che deve affinare la conoscenza fra gli atleti e i meccanismi di squadra. L’impronta del mister, in alcuni frangenti della seconda partita, è risultata comunque evidente ma sappiamo che è ancora presto per conoscere il reale potenziale di una squadra che, comunque, ha già dato sentore di essere una squadra viva, concreta e che potrà, col tempo, ridare lustro alla pallavolo cittadina.

 

CARROZZE SEMPRE CON VOI: FINO ALLA FINE, AVANTI GIALLI!